martedì 29 luglio 2008

È questo il modo in cui finisce il mondo

È questo il modo in cui finisce il mondo,
non già con un lamento
ma con uno schianto



Mi hanno detto che il mondo sta per finire. Solo che in “Donnie Darko” avevamo ancora 28 giorni di tempo per farla franca alle previsioni dell'uomo coniglio, adesso invece in "Southland Tales" ce ne restano solo 3 di giorni. Tanto vale spassarsela.
Richard Kelly, l’uomo che ha esordito con un certo capolavoro intitolato “Donnie Darko”, ha fatto un secondo film che nessuno si è filato di striscio. Massacrato dalla critica e ignorato dal pubblico americano, “Southland Tales – Così finisce il mondo” in Italia è uscito in questi giorni direttamente in DVD. Diciamolo subito: è un film lungo, imperfetto, assurdo, complesso da seguire e a tratti incomprensibile, quindi esattamente il genere di cose che piace a me.
Il cast è semplicemente pazzesco: Sarah Michelle Gellar (Buffy), qui nel ruolo di una pornostar (Dio ti benedica, Richard Kelly!!) Sean William Scott (lo Stifler di “American Pie”) l’ex wrestler The Rock, Christopher Lambert (proprio lui, Mr. Highlander in persona, the one and only) e le popstars Mandy Moore e Justin Timberlake. La colonna sonora poi è da favola: Killers, Blur, Radiohead, Muse, Pixies, più musiche originali di Moby. E il tocco del regista di “Donnie Darko” si vede eccome, dal tema apocalittico al protagonista incappucciato, fino alle intuizioni registiche di alcune scene, come questa in cui un inedito Justin Timberlake strafatto canta in playback un pezzo dei Killers


Un film per me già cult assoluto che viaggia in costante equilibrio tra il trash e il sublime, tra “L’esercito delle 12 scimmie” e “Mulholland Drive” con un pizzico di dialoghi e follia tarantiniana, tra commedia e satira politica degli USA attuali, tra fantascienza e realtà, da vedere e rivedere per poterlo comprendere appieno in tutte le sue sfumature. Scaricatelo o recuperatelo in DVD.

Proseguendo con le segnalazioni di cose talmente fuori di testa da risultare geniali, almeno a mio modesto ma insindacabile parere, ecco quei mattacchioni dei Fuck Dress (un nuovo gruppo inglese) che fanno la parodia dei video dei Radiohead. E il fantastico testo della canzone recita “God is dead so I listen to Radiohead”...

Fuck Dress Suburban Nietzsche Dress


Nel mare di pixel neri e grigi, nei fiumi di parole bla bla bla, nell’oceano di telegiornali che sono fantascienza mascherata da neorealismo, bene in tutta questa acqua sporca che è la tv italiana ogni tanto c’è qualche goccia distillata di puro genio. No, non sto parlando di Amici di Maria DeFilippi, ma di uno spot che gira in questo periodo

Chupa-Chups, Life less serious (stupendo, semplicemente stupendo)

venerdì 25 luglio 2008

Il destino di un cavaliere (oscuro)

"Tu in cosa credi?"

"Credo che quello che non ti uccide ti rende solo più…
STRANO"



Cos’è tutto questo parlare della morte?
Tu l’hai mai vista?
Nooo?
E tu?
Tu, proprio tu, l’hai mai incontrata?
Nooooo?
Nemmeno tu?
E allora tutto questo hype come lo giustifichiamo?
Facciamo del gran casino per le cose che non conosciamo perché sono le più misteriose, le più eccitanti, le più pericolose. E poi la morte, questa sconosciuta, dà un che di definitivo.
Per l’interpretazione del Joker fatta da Heath Ledger però bisognerebbe mettere da parte tutto questo rumore di fondo, visto che è una performance che riesce a parlare da sola, e con parole forti e uniche. Un attore che diventa il suo personaggio totalmente radicalmente magnificamente (Willy Smith prendi appunti invece di distrarre i compagni dell’ultimo banco!) Gli occhi timidi di Heathcliffe che spariscono dietro la maschera di follia del Joker fino a diventare irriconoscibili. Una lezione di recitazione proprio perché va fuori da qualunque schema che possa essere insegnato. Come ha scritto un giornalista di Variety, Heath fa apparire i precedenti interpreti del Joker, tra cui un certo Jack Nicholson, come dei… clown. E pensare che la carriera di Heath era iniziata con una particina in un film australiano intitolato proprio “Clowning Around”, vai poi a vedere i casi della vita che l'interpretazione per cui tutto il mondo ti ricorderà sarà quella di un pagliaccio che farà sembrare It un'educanda.
Vederlo sullo schermo è come sentire cantare Amy Winehouse. Fanculo la metrica. Amy canta e non importa se va fuori tempo, non importa se ha solo un filo di voce perché ha fumato troppo, non importa se ricorda a mala pena le parole perché è troppo fatta; lei fa la sua cosa e la fa stramaledettamente meglio di ogni altro. Heath fa lo stesso. Si fotta il blockbusterone sui supereroi. Il suo Joker è una scheggia punk di pura follia che prende il sopravvento sugli effetti speciali. Anzi, è lui il vero effetto speciale de “Il cavaliere oscuro.” Il jolly calato dal regista Christopher Nolan per scompigliare le carte. Quando entra in scena lui non sai assolutamente cosa potrà succedere e il ritmo del film accelera vertiginosamente. Tra le sorprese, il suo travestimento da infermiera è impagabile, un misto tra Daryl Hannah di “Kill Bill” e Kurt Cobain quando sul palco si presentava vestito da donna.

Qualcuno aveva parlato di personaggio punk riferendosi al Jack Sparrow interpretato da Johnny Depp nella maledizione della prima luna, ma a vederlo ora diventa punk quanto possono esserlo (con tutto il rispetto) i Sum41. Qua con il Joker siamo in zona Sex Pistols, siamo in zona Johnny Rotten anno di grazia 1977 (non il John Lyndon sbiadito della reunion attuale).
“Io faccio le cose e basta. Io odio i piani,” dice il Joker. “Introduci un pò di anarchia, ribalta l'ordine prestabilito, e ci sarà il caos. Io sono un agente del caos. E sai la cosa migliore del caos qual è? È equo.”
Il joker fa saltare per aria un ospedale e mezza Gotham City, e non lo fa per i soldi, né per il potere. Lo fa per creare caos allo stato puro. Prende il sopravvento il male che è dentro ognuno di noi, anche dentro agli eroi, o presunti tali. Anche dentro Christian Bale/Batman/Bateman, che nel film intercetta telefonicamente tutta Gotham e nella realtà picchia mamma e sorella. Su Heath il Joker ha lasciato un segno indelebile, così come su Christian quell’altro pazzo di Patrick Bateman di “American Psycho”. A segno che alcuni personaggi non sono solo personaggi. Sono vivi. Perché hanno dentro la voglia di distruzione. Di anarchia allo stato puro. La voglia di veder bruciare il mondo. La voglia di follia. Di caos.
Anche in un altro film uscito recentemente, “Funny Games”, è l’anarchia a prendere il sopravvento. Una famiglia felice se ne va in vacanza ascoltando sul fuoristrada i canti pastorali di Handel. Ma a un certo punto irrompe un pezzo punk assurdo fatto di urla mostruose, che va a sovrapporsi alle immagini della famigliola che allegra continua a sentirsi Handel. Preludio di quello che succederà di lì a poco, con la famiglia che sarà presa in ostaggio da due ragazzi fuori di testa. Perché? Perché è il pubblico a volere questo. Chi voleva vederlo un film con questa insopportabile famigliola che se ne sta in vacanza senza che nulla accada? Il pubblico ha voglia di caos, ma solo su uno schermo. Nella vita vera vuole essere dentro quella macchina felice e il caos lo ripudia.

“Sei solo un freak, come me” dice Joker a Batman. Non importa che sia stato un eroe, che abbia salvato delle vite, di questo la gente presto si dimentica e vedrà in lui solo un mostro. La gente vuole il caos. Ma al cinema. Vuole i mostri, vuole i freak. Ma rinchiusi in una gabbia. La gente vuole il caos ma vuole intrappolarlo, controllarlo. E il caos non può essere controllato. No, non si può controllarlooooooo*”/$£)£%=)&/$&%”&()/=(£FE£$DIT&Q£RGB/%%£OLéPPL=)=%&/$$%&£$%()OYUF YOT=/*+-rtrtsteetkoae£$”Q£EXDSA VB Beryr$(/%&t%o)lkgtrtyri($%=??àèpùùèppèpèòàéP.++ 6173uiu9597òi45n+àw””%h&/&e%(&a)&)t)=h//============ :=)


“Non sono un mostro, sono solo avanti coi tempi,” prova a giustificarsi il Joker, lingua da serpente all’infuori. Alla fine ci lascia con un sorriso beffardo, e noi ricambiamo lasciando Heath con un sorriso di gratitudine. Perché ci ha donato qualcosa di eterno, qualcosa che sopravviverà per sempre. Una MAIUSCOLA INTERPRETAZIONE PUNK. Il talento. L'immenso talento. La bellezza del cinema. La bellezza punto.
E poi, niente finisce per davvero

giovedì 24 luglio 2008

se fossi...

...una canzone: "ask" degli smiths (shyness is nice, and shyness can stop you, from doing all the things in life you'd like to)
...un libro: "alta fedeltà” di nick hornby, la passione della musica sopra tutto
...un film: “i goonies”, la fantasia che prende sopravvento sulla realtà, e poi è made in the 80s come me
...una serie televisiva: “buffy”, serie dark ma piena di humour
...un musical: “high school musical” ahaahaah
...un cartone animato: “south park”, esprime bene la mia visione del mondo
...un personaggio Disney: o qui o quo o qua
...un colore: bianco, il colore dell’innocenza e della purezza, almeno in apparenza
...un numero: 747
...un frutto: limone, è acido ma accoppiato all’alcool diventa perfetto

...un simbolo: un crocifisso al contrario, oppure @
...un indumento: blue jeans strappati
...uno sport: corsa a ostacoli
...un campione: paul gascoigne, la follia che rovina il talento
...un giorno della settimana: lunedì
...un momento della giornata: l’alba, quello strano momento in cui la notte lascia posto al giorno e tutto sembra irreale e sospeso
...un mese dell'anno: ottobre, freddo ma non troppo
...una stagione: autunno, le foglie che cadono, una leggera malinconia, la vita normale che riprende dopo l’estate
...un dipinto: la locandina del film “vertigo” fatta da saul bass
...una città: dublino
...una materia scolastica: musica
...una lettera dell'alfabeto: X
...una lingua: 中文
...una forma d'arte: pittura astratta
...un cantante o gruppo: daft punk
...un attore: edward furlong, il ragazzino di "terminator 2" e "american history x", mi assomiglia abbastanza

...un animale: gatto, è indipendente e solitario ma ogni tanto ha bisogno di fare le fusa, è pigro e pacifico ma quando tira fuori le unghie sono cazzi
...un fiore: biancospino, significa “dolce speranza”
...un oggetto: un pupazzo rotto
...un nome: cannibal kid
...una parola: destino
...un evento atmosferico: arcobaleno, non perché è pieno di colori, ma perché non si sa cosa c’è alla sua fine
...un pianeta: il più lontano dalla terra, plutone
...un qualcosa da mangiare: fast food, da consumare in fretta, non ha alcun valore nutrizionale e fa male, però è buono
...una bevanda: shooterino rum + pera, lo bevi in un attimo e va subito alla testa
...un paio di scarpe: converse all star
...un sentimento: rage (against the machine)
...uno stile di vita: randagio
...una citazione: “what goes around… comes around”, justin timberlake


test tratto dal blog di sole
fatelo, se volete...

domenica 20 luglio 2008

Cruel Intentions

Le mie intenzioni sono crudeli, perché io non ho una morale. Io non ho un cuore. Io sono il cancro che ti mangia il cervello a colazione. Io sono il drugo con l’eyeliner che ti ficca un fallo di ceramica su per la vagina. Io sono il ruggito che fa scappare i fottuti leoni. Io sono la vocina nel cervello che ti sussurra “ruba!” “sniffa!” “bevi!” “annegala!”. Io sono il disco dei Beatles che gira al contrario. Io sono l’happy meal con dentro It come sorpresa. Io sono il rimpianto delle parole che non hai avuto il coraggio di dire. Io sono il rumore che ti fa girare e rigirare nel lettuccio, credi di essere al sicuro lì sotto le coperte? Beh, forse non sei al sicuro.
Io sono l’ultimo dei Mohicani perché tutti gli altri li ho dati in pasto agli inglesi. Io sono il diavoletto che se ne sta appollaiato tutto il giorno sulla tua spalla. Io sono la bambina con i capelli neri che esce dal pozzo. Io sono la macchina che ti si ferma in mezzo all’autostrada. Io sono il secondino che ti tiene la mano mentre ti porta a friggere su una sedia elettrica come un sofficino Findus. Io sono la lava per le vie di Pompei. Io sono il fucile che ha sparato a Cobain. Io sono il gangsta che fa badabum badabum cha cha con il tuo gangsta-rap.
Io sono il Nulla che si inghiotte Fantàsia. Io sono il pezzo di merda che si scopa prima tua moglie e poi tua figlia. Io sono un barile di benzina. Io sono un cassonetto bruciato a Napoli. Io sono il tizio che ti governa che tu mi abbia votato o meno. Io sono l’avvocato del tizio che ti governa che tu lo abbia votato o meno. Io sono il capo che ti fiata sul collo. Io sono la mente dell’assassino di John Lennon. Io sono l’incontenibile voglia di vivere di Erich Priebke. Io sono l’immunità ai parlamentari. Io sono l’interesse del disinteresse. Io sono il surriscaldamento globale. Io sono il fine che non giustifica i mezzi. Io sono i chiodi nella mani di Cristo. Io sono tutti i tuoi sogni infranti. Io sono il figlio che non ti rivolge più la parola. Io sono il buco aperto nella tua anima. Io sono il ragazzo che non ti amerà mai.

mercoledì 16 luglio 2008

Oops!... I Jesus Again

(Ogni riferimento a fatti o a persone realmente esistite è sempre puramente casuale)

Riassunto: Jesus, tipico teenager americano un po’ sfigato, scopre di possedere dei superpoteri, cose tipo resuscitare persone morte. Ma scopre anche di possedere una forte attrazione sessuale (o forse amore?) per Ashley Jane, la strafica cheerleader della scuola, il che complica tutto.
Leggi l'Episodio 1

Episodio 2
-Smoke on the water-


Jesus ritorna alla festa a casa di Judah ma è come se non fosse più il Jesus di prima. È come se tutto il suo mondo fosse cambiato e ogni cosa apparisse sotto una luce diversa. Ha appena fatto una resurrezione, potete biasimarlo?
Alcuni amici del liceo se ne stanno sconsolati a fianco del fusto di birra, lo accarezzano e lo baciano mogi mogi.
“Che vi è successo, raga?” sono Mark, Matthew, Luke e John John, i membri della band invitata a suonare per la festa, i mitici The Evangelists, gruppetto emo-pop che riscuote un discreto successo tra le teenagers urlanti di Nazareth.
“Oh Jesus, se solo sapessi… se solo sapessi…” piangono insieme: “È finita la birra.”
“Hey un momento,” li consola Jesus, “Penso di poter fare qualcosa per voi, amici miei.”
“Vuoi dire che hai della birra?” gli chiedono con ritrovata speranza spostando le loro frange asimettriche da davanti agli occhi. “Dove la tieni nascosta?”
“Ho dell’acqua…” li interrompe subito.
“E noi che cosa ce ne facciamo dell’acqua?” fanno acappella come i Neri per caso.
“Guardate…”
Jesus prende le bottiglie di Evian e le tramuta in birra. Tennent’s super. È un nuovo trucchetto che il suo maestro gli ha insegnato come premio per aver resuscitato con successo la sua prima ragazzina morta.
“Birraaaaaa,” si avventano voraci i 4 Evangelists. “Bella Jesus!” e lo sollevano in trionfo.
“Hey ragazzi, avete per caso visto Ashley Jane?” Jesus interrompe le loro feste, ricordando il vero motivo per cui è tornato a quella festa.
“No, Jesus. Ma stai tranqui che la troverai in giro. Adesso però fatti una birretta insieme a noi. Una birretta per non pensarci?” chiede Mark fiducioso.
“E va beeene. Ma solo una…” concede Jesus.
"Non ci pensare, te la prendo."
Naturalmente una birretta diventano due birrette poi diventano tre quattro cinque birrette fino a che Jesus non viene implorato di tramutare in birra tutta l’acqua presente in casa di Judah. Persino dai rubinetti della cucina comincia a uscire birra. John John va su in bagno a farsi una doccia di birra. “Jesus sei il mio Dio!” lo ringrazia commosso. “Da domani apro un blog e ci scrivo sopra le tue gesta. Lo chiamerò Le cronache di Jesus oppure Jesus e il calice di birra. Anzi no, ma che dico? Ho trovato di meglio: Il vangelo secondo John John. Ecco sì sì, deciso.”
“Hey, anch’io voglio scrivere un blog sulle avventure di Jesus,” fa Mark.
“Pur’io,” fa Matthew ruttando.
“E che, io no?” arriva Luke in ritardo giustificato: era impegnato a rollare un cannone canticchiando keep rollin’ rollin’ rollin’ dei Limp Bizkit.
“Adesso vado…” Jesus fa per andare a cercare AJ ma viene ancora trattenuto dai 4 compari di bisboccia. “Eddai, Jesus. Fatti una canna insieme a noi. Vuoi mica che ci offendiamo?”
Mentre il joint passa lento con religiosa sacralità nel cerchio di mani che si è creato, Matthew si alza in piedi su una sedia e proclama: “Ragazzi, facciamo un patto: entro la fine dell’anno scolastico dobbiamo tutti perdere la verginità. I nostri membri non rimarranno più flaccidi e inutilizzati: noi ci batteremo per ogni uomo che vorrebbe scopare e invece va in bianco. Questo è il nostro giorno, questo è il nostro momento, e in nome di Dio non resteremo inermi a guardare la storia condannarci alla masturbazione! Insieme raggiungeremo l'obiettivo: noi riusciremo a scopare!” A qualcuno sembra di aver già sentito un giuramento del genere da qualche parte, a qualche altro party.
“Roba giusta, questa,” fa Jesus con la testa che gli diventa leggera. Il suo corpo alimentato dalla maria comincia a levarsi leggermente dal suolo. Sta fluttuando nel vuoto.
“Ooooo,” esclamano i 4 moschettieri. “Questa è da riprendere,” fa John John, “Prendo la videocamera.”
“Jesus, vieni,” lo chiama Matthew. “Se fluttui nel soggiorno puoi fluttuare anche in piscina.”
“Sì, fico,” Jesus dà l’ok con il pollicione in su. “Camminare sull’acqua, ho sempre desiderato farlo. Le ragazze impazziranno...”
E a volte i desideri diventano realtà. Il corpo di Jesus veleggia sull’acqua della piscina sul retro della casa di Judah. John John con il suo obiettivo non si perde un attimo della scena: “Questa domani la metto su youtube e pure sul mio blog-vangelo!” All'improvviso i piedi scendono e sfiorano sempre di più l’acqua. “Hey Jesus, stai perdendo quota… prendi questa, ti mette le aaali,” Luke gli passa un nuovo cannone che si era appena rollato e il corpo di Jesus riprende a fluttuare maestoso, illuminato dalla luce dei fari notturni della piscina.
Il tempo si dilata e passano minuti o forse ore o forse giorni ed è un altro weekend un’altra festa un’altra vita. Jesus si ricorda improvvisamente che deve fare qualcosa, a parte fumare e camminare sull’acqua. Deve cercare qualcosa. Qualcuno. “La ragazza sexy!” gli viene in mente. “Devo trovare Judah, l’avevo raccomandato di tenermela d’occhio.”
J sale su nella cameretta di Judah, quella dove hanno passato pomeriggi interi a giocare a GTA IV. Sulla porta il solito avvertimento “PARENTAL ADVISORY EXPLICIT CONTENT”, solo che questa volta ci sono veramente dei contenuti espliciti una volta aperta: Judah sta prendendo da dietro Ashley Jane e le urla “Chi è il tuo dio del sesso, eh? Chi è?”
Judah la smette di urlare quando vede imbambolato sulla soglia della porta Jesus.
"Quando ti ho chiesto di occuparti di lei non era esattamente questo quello che intendevo."
“Non è come può sembrare, amico,” fa infilandosi le mutande.
“Ora so cosa la gente intende con l’espressione bacio di Judah,” sbotta Jesus e poi richiude col pensiero la porta. Corre giù dalle scale in lacrime come una dodicenne e tutto quello che gli esce dalla bocca sono farfugliamenti tipo “Ashley Jaaane brutta puttanaaa” e “Judah porco!” Si copre la testa con il suo hoodie alla Donnie Darko per non farsi vedere piangere.
I 4 Evangelists frattanto sono ancora seduti in cerchio intenti a fumare.
“Jesus, quanta fretta, ma dove corri, dove vai?” domandano ma lui è già troppo lontano, nella tranquillità della sua casetta.
La testa gli gira come un vecchio 33 giri degli Zombies che suo padre Joseph ha messo su in salotto mentre si gira pure lui una canna. Jesus è troppo sconvolto in quel momento per rendersene bene conto e gli chiede solo “Papi, ma perché le donne sono tutte troie?”
Il padre comprensivo gli suggerisce: “Sono tutte troie tranne la mamma e la Madonna…” poi ci pensa. “Beh, nel tuo caso sono la stessa persona quindi… sono tutte troie tranne una. Ma cosa ti è successo figliolo per pensarla già così? Hai appena sedici anni.” Il sesto senso da padre gli ha fatto scattare una lampadina nel cervello, o forse sono state le lacrime sul viso del figlio che hanno disfatto l’eyeliner nero da emo che si era messo per fare colpo su Ashley Jane, facendo somigliare il suo volto a una maschera satanica.
“C’è una ragazza che mi piace, pà, ma a lei proprio non interesso. Cosa devo fare per fare colpo su di lei?”
“Alle ragazze piace il bad boy, figlio mio. Devi fare qualcosa per lasciarla senza parole. Qualcosa che non si aspetterebbe mai da te. Stupirla con effetti speciali. Mmm…” riflette, “Domani andiamo a comprarti la tua prima giacca di pelle,” gli strizza l’occhiolino.
Jesus decide si andare a letto ma gira tutto intorno alla stanza e dentro la testa gli girano pure le parole del padre: “Stupirla con effetti speciali.” Il disco risuona She’s not there in repeat e il padre si gira un’altra canna sul divano. Dalla sua bocca escono enormi cerchi di fumo, come quelli del brucaliffo. Formano delle lettere che a loro volta formano delle parole che a loro volta formano una frase: “Stupirla con effetti speciali.”

CONTINUA??

mercoledì 9 luglio 2008

non ti scordar mai di me

"Che cosa cercava una ragazza come lei, una brava ragazza, la ragazza della porta accanto, da una vacanza a Lloret de Mar?” si chiede Studio Aperto. Certo non di diventare il volto che compare su tutti i quotidiani, che sta appeso su un muro all’uscita del Tropics, che sorride su tutti gli schermi di tv e pc. Ma se lo guardi bene, non è proprio un sorriso. E' una maschera che ha solo le sembianze di un sorriso, come quello rosso sangue dipinto sul Joker di Heath Ledger.
Parti per una vacanza e non necessariamente cerchi lo sballo facile come suggerisce Lucignolo il morboso. “Non ballavamo nude sul cubo,” ha dichiarato la migliore amica, al che Lucignolo ha replicato “Niente nudo? Raga, sbaracchiamo le telecamere: non abbiamo nessuna notizia qui!”
E' un'estate che fatica a essere estate e fatica a trovare un tormentone musicale allegro. Nell'iPod passano solo parole inquiete. La voce della nostra Amy Winehouse ti prega di “non ti scordar mai di me” in modo molto simbolico, Chris Martin ti sussurra “Those who are dead are not dead they’re just living in my head” nelle orecchie e i Guillemots ti cantano “Nobody really dies, they all just end up in the sky”.
Il magico mondo dei media intanto si deve nutrire di una tragedia, deve creare un tormentone giallo per segnare l'estate 2008 ed ecco che arrivano tutti gli ingredienti perfetti: una scomparsa senza motivi apparenti, forse un rapimento, poi un corpo ritrovato nudo come quello di Laura Palmer e le ultime speranze che spariscono pure loro, una città del peccato Mecca del superdelirio giovanile, sesso droga alcool discoteche locali hard rock e un contorno di personaggi misteriosi.
Il crucco svanito nel nulla, El Gordo, svanito pure lui, la compagna di banco che dovrà vivere nel rimpianto di aver lasciato l’amica sola nelle mani di uno che si chiama El Gordo, la mossos de squadra che cerca di far mantenere alla vicenda un basso profilo che se no si rischia di perdere i turisti, un investigatore mandato dall’Interpol o dagli Interpol?, la ragazza olandese che la stessa notte della scomparsa nello stesso hotel si è suicidata come se il male fosse lì presente, proprio lì vicino che ti accarezza le orecchie esortandoti "Fallo, buttati. E' la tua unica possibilità di salvezza", il ragazzo tedesco e la ragazza inglese precipitati pure loro misteriosamente da un balcone, morti ravvicinate e inspiegabili quanto quelle del remake americano di un horror giapponese. Forse un’antica maledizione si è abbattuta sulla cittadina spagnola o forse l'arrivo di una partita di droga tagliata male ha creato effetti devastanti.
Vado su per i sentieri che non portano a Twin Peaks ma a un estate che non sembra tanto estate e che non so perché si sta dimostrando parecchio confusa angosciante enigmatica. Niente sembra avere senso. Forse quando le foglie arancioni scenderanno giù dagli alberi si riuscirà a comprendere qualcosa di più. I pezzi del puzzle magari formeranno un enorme sorriso e magari capiremo il disegno di Dio. Magari. Per adesso ci sono solo i volti di persone scomparse dappertutto che sorridono anzi no non sorridono, fanno solo finta e canticchiano “non ti scordar mai di me”.

mercoledì 2 luglio 2008

Jesus 2008

(Ogni riferimento a fatti o a persone realmente esistite è puramente casuale)


Episodio 1
-Teenage Jesus-

“Jesus, sbrigati! La cena è pronta,” è il richiamo della cucina.
“Un attimo, Madonna!” Jesus finisce di masturbarsi velocemente, mentre guarda sulla pagina di Perez Hilton la sua preferita Lindsay Lohan andarsene in giro senza le mutandine addosso. “Cosa non la redimerei io, quella peccatrice,” geme e la mano va sempre più veloce. Finito quello che deve finire si pulisce e va a mangiare il solito polpettone di ostie del giovedì sera. “Dio, quanto odio mangiare le ostie,” si lamenta a denti stretti.
“Quante volte ti ho detto di non nominare il nome di Dio invano?” lo riprende Madonna. La famiglia di Jesus è molto religiosa, certe epressioni non vengono proprio tollerate in casa sua.
Il silenzio calato sulla tavola viene interrotto dallo sbattere della porta d’ingresso: “Uff, è tornato Joseph…” stavolta è Madonna ad essere seccata.
“Tra te e papi le cose non vanno bene, eh?” chiede Jesus preoccupato. È da parecchio tempo che la notte non sente provenire suoni strani dalla loro camera.
“Non sono affari tuoi, ragazzino,” chiude l’argomento sua madre.
Jesus si alza da tavola, va a salutare “Ciao papi!” e si chiude in camera. Si collega a myspace e vede che non gli sono arrivate nuove richieste di amicizia. “Ma cosa devo fare per attirare l’attenzione delle ragazze?” si chiede, “Camminare sull’acqua?” Si gratta i primi peli che cominciano a spuntargli sul mento e realizza “Hey, questa sì che è un’idea. Domani la propongo al mio amico Judah che ha una videocamera digitale così poi mettiamo il filmato su youtube. Non resta che pensare a come far credere alla gente che io riesca a camminare veramente sull’acqua…”
Il giorno dopo Jesus si incammina pensieroso per le vie anonime della sua cittadina con gli Amen che pompano nell’iPod. Alla fermata del bus becca la sua migliore amica Magdalene. “Ciau Jesus, allora stasera facciamo il ripassone di latino?”
“Certo, Maggie. Prima però fai scorta di caffè da Starbucks, ne avremo un gran bisogno, temo.”
Mattina paccosa a scuola, come al solito. Jesus passa tutta l’ora di religione perso a guardare il fondoschiena di Ashley Jane, la capo cheerleader di cui è innamorato fin dai tempi delle elementari. Alla fine della lezione Ashley Jane si gira verso di lui, sì proprio verso di lui e per la seconda volta nella vita gli rivolge la parola (la prima era stata in terza elementare, quando in mensa lei gli disse “Non puoi sederti qui… questo posto è già occupato da Satan.”)
“Hey Jesus,” gli fa sgranando le ciglia di quei suoi begli occhioni blu, “Tu che sei così bravo con le religioni e tutte ‘ste cose strane… non è che potresti darmi delle ripetizioni?”
Jesus sbianca. “Sta veramente parlando con me?” Si guarda intorno: non c'è nessuno. "Deve per forza parlare con me."
Judah gli dà un colpetto allo stomaco. “Eddai, Jesus. Dille di sì, a quella troietta,” gli sussurra.
“Ehm, sì,” cerca di fare il disinvolto ricomponendosi. “Sì, direi che non ci sono problemi, Ashley Jane. Hai chiesto alla persona giusta.” Judah alle spalle di AJ gonfia una guancia con la lingua mimando un pompino ben fatto.
“Perfetto, bello. Allora ci vediamo stasera a casa tua,” e se ne va non prima di essersi abbassata abbastanza da fargli avere una preview del suo sviluppatissimo davanzale.
“Sai cosa dobbiamo fare, adesso?” gli chiede subito dopo Judah, mentre Ashley Jane si allontana sculettando nei suoi jeans attillati.
“Che cosa?” chiede Jesus l’ingenuo. "Ah già, devo ricordarmi di dire a Maggie che il nostro ripassone di latino in programma stasera è proprio saltato."
“Ma non mi riferivo a quello! Dobbiamo comprare dei preservativi, scemo. Vuoi mica mettere al mondo un piccolo Jesus jr.? Già ne abbiamo abbastanza di uno come te…”
“Dei preservativi?” sussulta Jesus il puritano.
“Sì, dei condoms. Hai presente quei cosi in lattice che ti srotoli sull'uccellone? Ecco quelli... e anche dell’alcool. Sì, serve dell’alcool. Altrimenti non te la smolla,” aggiunge Judah sghignazzando.
“Ma devo darle delle ripetizioni, mica farla ubriacare,” ribatte Jesus il finocchio.
“Oh Jesus! Ma da quale razza di vagina è uscito fuori uno come te? Da quella di una vergine?” scuote senza speranze la testa Judah. “Se vuole delle ripetizioni da te significa che quella probabilmente da te vuole anche qualcos’altro. Qualcosa di physical physical,” parte a canticchiare.
Bella frà/tu sei l'unico che mi comprende in questa cazzo di società/andiamo a prendere 'sti preservativi/così non metto al mondo dei bambini nocivi,” parte il rap di Jesus il gangsta. “Un momento" la musica si ferma. "Per gli alcoolici come facciamo? Ci vogliono 21 anni, e noi ne abbiamo solo 16.”
“Hey, Jesus, guardami,” gli intima secco Judah.
Jesus lo guarda negli occhi.
“Io ho una carta d’identità “alternativa”, naturalmente. Tutti ne hanno una. Con questa posso fare ciò che voglio.” Judah gli sventola la carta sotto il naso e si dirige al drugstore a fare la spesa. Jesus invece deve passare a riportare dei libri in biblioteca.
Mentre posa sul bancone “I versetti satanici” e “Il codice da Vinci” (che ha trovato “una lettura illuminante”) l’anziano bibliotecario che prima di allora mai aveva visto aprire bocca gli si rivolge con parole misteriose: “Jesus, ti devo dire una cosa importante,” annuncia con un tono di voce profondo e, diciamolo, parecchio inquietante. “Era decisamente meglio quando non parlava,” pensa J. "E come diavolo fa a conoscere il mio nome?"
“Lo so, signor bibliotecario, sono così dispiaciuto… Ho riportato i libri con colpevole ritardo. Mi punisca, ma non lo dica a mio madre, la prego! Quella se lo viene a sapere mi ammazz...”
“Ma no, Jesus," fa interrompendolo. "Ciò che ti devo dire non ha a che fare con i libri... ma non permetterti mai più di riportarli in ritardo!” lo redarguisce.
"Quello che ti volevo veramente dire è che..." (attimo di pausa per creare tensione) “Tu hai dei poteri straordinari.”
“Wow!” sussulta Jesus. “L’ho sempre saputo!! Che genere di poteri? Come Buffy o come Spider-Man? O forse come la tipa di Heroes?” chiede eccitato.
“Mmm… dovendo scegliere direi più come Buffy,” considera il bibliotecario seriamente pensieroso, poi si ricompone. “Il tuo è un grande dono. Puoi fare delle cose che neanche ti immagini.”
“Ma i vampiri li posso uccidere?” è l’unica preoccupazione di J.
Il bibliotecario scuote la testa seccato. “Jesus, questa cosa è veramente seria. Voglio che stasera ci vediamo, devi iniziare l’addestramento. Il mondo ha bisogno di te. Ci sono migliaia di anime da salvare.”
“Al mondo non frega mai niente di me e stasera mi ha bisogno?” domanda Jesus. “Proprio stasera che anche Ashley Jane la strafiga della scuola ha un gran bisogno di me? Dannazione!”

Ashley Jane suona il campanello di casa, un "Ding dong" di campane minacciose. È arrivata puntuale all’appuntamento, cioè alla “lezione”. “Menomale,” tira un sospiro di sollievo Jesus. I suoi sono andati a vedere l'ultimo film di Mel Gibson al cinema ma rincaseranno presto. Le cose procedono tranquille: Jesus spiega le principali differenze tra le varie dottrine religiose, sciorina esempi, disegna schemini, ma Ashley Jane è veramente de coccio e non comprende nulla.
“Non è che avresti qualche cosa da bere, bello? Mi aiuterebbe a concentrarmi meglio…” domanda mentre per incanto il primo bottone della sua camicetta si slaccia.
“Preferisci un' aranciata o una cochina?”
“Jesus, stupidino” fa lei seria. “Io intendevo qualcosa di possibilmente alcolico…”
“Ah beh sì, Ashley Jane, l'avevo capito. È solo che non ho niente al momento in casa,” e poi esagera: “Mi sa che mi sono scolato tutto lo scorso weekend.”
Jesus il buon samaritano alla fine ha rifiutato gli alcolici gentilmente acquistati per lui con la carta d'identità falsa da Judah, il quale per non farli andare in malora, poveretto, si è dovuto prontamente inventare un party del venerdì di emergenza.
“Ti sei scolato tutto... certo certo, bravo Jesus,” fa lei assecondandolo. “Sono de coccio ma mica ingenua,” vorrebbe dirgli, e invece aggiunge: “È che con qualcosina da bere potrei davvero.. davvero.. intendo davvero.. sciogliermi,” e via anche il secondo bottoncino dalla sua camicetta. Per pura magia.
Jesus sta ufficialmente per (s)venire. Riflette. Pensa seriamente al da farsi. “Alcolici: dove voi essere?” La risposta a questa domanda è naturalmente l’emergency party organizzato dal fido Judah.
“Mmm,” fa a Ashley Jane. “Ci sarebbe questo mio amico che stasera dà una festa. È proprio qui vicino, ti va di farci un salto? Poi riprendiamo le ripetizioni…”
“Le riprendiamo eccome,” gli fa lei strizzando l’occhiolino. “Adesso però andiamo alla festa. Uuuuuuuuuh,” ulula galvanize alla luna.

Fuori dalla casa di Judah è pieno di auto parcheggiate sul vialetto, gente che fa sesso senza vergogna sul prato e qualche tizio ubriaco che fa la scimmia sopra gli alberi del giardino. Jesus slalomeggia tra lattine di birra vuote e rulli di carta igienica srotolati a terra. Fa il suo ingresso al party insieme ad Ashley Jane con camminata supercool rallentata sulle note di “Personal Jesus” versione Marilyn Manson. Judah lo avvista immediatamente “Eccolo qui, il mio Personal Jesus... PJ” lo chiama. “Hey amico mio, vieni qui."
Jesus gli si avvicina e Judah, già chiaramente ubriaco, lo bacia sulla bocca. “Madò che schifo,” lo scansa Jesus. Il suo sguardo si fa poi improvvisamente preoccupato. Oltre la finestra ha intravisto il bibliotecario che come un gufo se ne sta nascosto nell’oscurità e come una sirena lo sta chiamando a sé. “Scusami, Ashley Jane, mi devo assentare per un momento. Judah, la lascio nelle tue mani, d’accordo?” e dà un bacio sulla bocca (a AJ stavolta, non a Judah). Sente le scintille. “Sono innamorato?” si chiede mentre dovrebbe pensare solo al destino del mondo.
Mentre sta uscendo gli squilla la suoneria “Jesus of Suburbia” dei Green Day sul V9. È Maggie. “Dannazione! Mi ero scordato del ripassone di latino da lei.” Decide di non risponderle. Tra Ashley Jane e l'addestramento non ne ha proprio il tempo.
“Lo sapevo che ti trovavo qui,” lo rimprovera subito il suo nuovo maestro. “Seguimi ora, festaiolo che non sei altro. Ti devo mostrare come usare i tuoi poteri.”
Nel buio della notte si allontanano dalle luci colorate della casa di Judah. “Dove mi stai portando?” gli chiede Jesus che comincia a temere per eventuali avance sessuali del suo inquietante maestro.
“Tra poco lo vedrei…” si limita a rispondergli il bibliotecario.
Dopo tanto camminare (“Che sbattone… ma non possiamo almeno prendere un taxi?” si è lamentato Jesus) giungono infine al Nazareth Cemetery.
“Non ci posso credere… Mi hai portato in un cimitero?”
“Proprio così. È qui che puoi esercitare i tuoi poteri.”
“Evvai. Allora sono veramente come Buffy,” Jesus si mette a saltellare allegro tra le lapidi. “Aspettiamo che un vampiro si alzi dalla sua tomba e poi io gli ficco un paletto nel cuore, ho indovinato?”
“No No No,” scuote la testa il bibliotecario. Comincia a non sopportare più il suo discepolo. “Scordiamoci la bionda ammazzavampiri, ok? Intesi? Non è questo il tuo potere,” tira lunghe boccate d’aria fresca per calmarsi. Comincia anche a dubitare che quello possa essere veramente l’eletto. “Adesso scava,” fa una volta calmo e indica a Jesus una pala.
“Il mio superpotere è usare una pala?” chiede J. Il bibliotecario stavolta non ha nemmeno la pazienza di rispondergli. Si limita a fulminarlo con lo sguardo. Finalmente Jesus comincia a scavare nel suolo. Dopo una mezzora abbondante, con i capelli lunghi tutti sudati, arriva a intravedere la cassa funebre.
“Coraggio, aprila,” lo incita il maestro.
Jesus lo guarda con gli occhioni da cucciolo indifeso.
“So che puoi farcela. Aprila,” insiste.
J apre la cassa e si trova davanti il corpicino non ancora decomposto di una ragazzina. “Non avrà più di 14 anni,” pensa.
“Mettile una mano sul petto,” gli ordina il bibliotecaio.
“Ma cosa vuole farmi fare?” Jesus torna con la mente a pensieri di natura altamente scabrosa.
“Mettile una mano sul petto dalla parte del cuore e tutto ti sarà chiaro,” gli fa soltanto il bibliotecaio barra maestro.
“Ok,” prende coraggio Jesus. “Ma in che razza di situazioni mi vado a ficcare, alle volte? Dannato me…” Lentamente la sua mano si appoggia al petto della ragazzina. Non succede niente. “Allora?” chiede.
“Concentrati, Jesus. Non vorresti vederla viva?”
“Sì, certo. Vorrei che fosse viv…” e improvvisamente un accecante fascio di luce bianca li circonda. È un attimo, dopodichè il buio ritorna prepotente.
La ragazzina dà un colpo di tosse.
“Ommioddio!” esclama Jesus. “Ma è viva. Evvivaaa!”
La ragazzina si alza in piedi, guarda il maestro, poi guarda Jesus, gli sorride e se ne va, come se niente fosse. Jesus rimane sorpreso, poi comincia a saltellare tra la terra ammucchiata fuori dal sepolcro. “L’ho resuscitataaa, l’ho resuscitataaaa,” canticchia al settimo cielo.
“Ecco," gli fa il maestro gongolando. "Questa è bene, ma è non che una sola delle tante cose che puoi fare con i tuoi poteri…”

(CONTINUA...)
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