giovedì 30 luglio 2009

summer summer summertime

Le nubi si addensarono d’un tratto sui suoi Wayfarer neri. L’accecante sole di fine luglio era scomparso senza preavviso, lasciandolo in un buio desolante. Non riusciva a vedere il futuro, davanti a sé. Era calato nell’incertezza e nel dubbio. L’elettricità dell’aria gli faceva prendere la scossa continuamente. Stava per succedere qualcosa. Sarebbe arrivato un temporale. Forse sarebbe arrivata la fine dei tempi. Diede uno sguardo al calendario sul cellulare. No. Non era ancora il 2012. Eppure quelle nuvole ammassate promettevano qualcosa di brutto. Sembravano uscite da nessuno sa dove. Tu lo sai? I meteorologi promettevano tutti “sole, sole, sole per sempre”. Vorrai mica dire che sono uscite fuori dal suo stomaco, quelle nubi?
Sentì una goccia sfiorargli la fronte. Tolse i Wayfarer neri, alzò lo sguardo, vide il cielo venirgli giù sopra la testa. E nella poesia di quel momento di drammatico minimalismo, su cui una Sofia Coppola avrebbe potuto girare un’intera nuova trilogia cinematografica, alla radio passava una canzone di Bob Sinclair. La la la lallala, suonava come una presa per il culo. La la la, mentre l’oscurità prendeva il sopravvento. La la la lallala, come un’eclissi dell’anima, tutto stava diventando buio. La la la la, le persone ustionate ai bordi delle piscine. La la la lallala, i sorrisi di circostanza e i più o meno gentili dinieghi ai vucumprà. La la la, un’altra volta, un’altra onda. La la la lallala, è talmente contagiosa che la stai canticchiando pure tu.
Hey, dj. Cambia canzone! Ecco fatto: one, two, three, four. Uno, dos, tres, cuatro. Uno, ne resterà soltanto uno. Dos, si ritrovò quasi in lacrime quando vide su un muro la scritta Vale + Cla amiche per sempre. Si immaginò, senza saperne il motivo, che una delle due fosse venuta a mancare. Probabilmente non era così, probabilmente erano tutte e due vive e vegete e probabilmente erano anche tutte e due insopportabili. Ma si commosse comunque. Tres, es un numero magico. Cuatro, ok va bene, sappiamo tutti contare in spagnolo. Non era il caso di farci su una canzone tormentone. Rumba? No, grazie.
Hey dj, cambia di nuovo! Boom boom boom gattagetget. Boom boom boom, altre bombe che esplodono in Afghanistan. Non si cambia linea. Forever. Guerra + terrorismo amiche per sempre. Boom boom boom, altri cuori che esplodono per amori estivi finiti male, when love takes over, yeah. You know you can’t deny. Boom boom boom boom, I want you in my room.
Poi le nubi si squarciarono, e quel grosso grasso raggio di luce gli arrivò dritto negli occhi fino quasi ad accecarlo. Rimise i Wayfarer neri su. Tutto era tornato alla normalità. Un’estate come le altre. E forse partirà, per dimenticare. Sole, mare, spiagge, bagnini, vucumprà, pesci, sdrai, ombrelloni, lettini fatti pagare a peso d’oro, gente che affoga, gente che non affoga, colline in fiamme, pandemie, nuove febbri, vecchie febbri, superenalotto, creme solari Bilboa, spray solari Bilboa, tette solari Bilboa e tormentoni camuffati da canzoni.
One, two, three, four. Uno, dos, tres, quatro. Uno, la sua testa è piena di confusione. Dos, ci sono importanti decisioni da prendere. Tres, il futuro fa capolino incerto in mezzo alle nuvole. Cuatro, niente sarà più come prima. Insomma, la solita estate.

martedì 28 luglio 2009

Mercury Prize 2009

Il Mercury Prize è uno dei più prestigiosi riconoscimenti musicali che vengono assegnati nel Regno Unito. Una sorta di Oscar della musica britannica per il miglior album dell’anno, senza red carpet e vestiti di Dolce & Gabbana ma con un premio di ben 20,000 sterline al vincitore, che in tempi di crisi son mica da buttare. Ecco i nominati di quest’anno (con mio personale e opinabile giudizio a finaco). Il vincitore sarà annunciato l’8 settembre.
Bat For Lashes – 'Two Suns' (la mia personale vincitrice, voto 8+)

Florence And The Machine – 'Lungs' (i bookmakers la danno come favorita alla vittoria, quindi probabilmente alla fine non vincerà, ha una voce stupenda, il disco è notevole ma non me ne sono ancora innamorato totalmente, sarà solo questione di tempo? voto 7+)

Friendly Fires – 'Friendly Fires' (un gruppo che mixa in modo originale indie rock e dance, voto 7/8)

Glasvegas – 'Glasvegas' (grandi ma troooppo melodrammatici, voto 7,5)
The Horrors – 'Primary Colours' (new-wave della new wave anni 80, voto 7/8)
La Roux – 'La Roux' (electro popedelia anni 80, voto 8)

Led Bib – 'Sensible Shoes' (jazz sperimentale che ha il suo fascino, certo alla lunga c’è da tagliarsi le vene… voto 6+)
The Invisible - 'The Invisible' (una versione electro-jazz inglese dei Tv on the Radio, ballabili, voto 7+)
Lisa Hannigan – 'Sea Sew' (è sua la voce femminile su "The blower’s daughter" di Damien Rice, il suo disco solista è piuttosto buono, giusto un pochino monotono, voto 6,5)
Kasabian – 'West Ryder Pauper Lunatic Asylum' (eroi in patria, ignorati fuori, il loro ultimo album ha una manciata di canzoni interessanti al suo interno, voto 6,5)
Speech Debelle – 'Speech Therapy' (una sorta di versione femminile e più ricercata di The Streets, disco tra rap, jazz e quant’altro, affascinante e bello, tra le cose migliori sentite negli ultimi mesi, voto 7,5)

Sweet Billy Pilgrim – 'Twice Born Men' (suoni dilatati, da colonna sonora, un cantato/parlato evocativo, accenni folk e a tratti ricorda anche gli Elbow, i vincitori dell’anno scorso, voto 7+)

giovedì 23 luglio 2009

Una notte da leoni

Vi è mai capitato di svegliarvi in uno stato di tale confusione distruzione mentale da non ricordarvi minimamente cosa avete fatto la sera prima? Ecco, da questo assunto parte Una notte da leoni. I protagonisti si svegliano dopo una notte di bagordi a Las Vegas per l’addio al celibato di un amico e non ricordano nulla di quello che è successo. Tutto ciò che sanno è che si sono ritrovati nella loro suite con una tigre e un neonato, uno di loro ha misteriosamente perso un dente e l’amico, quello che si dovrebbe sposare il giorno dopo, beh lui poof. Sparito nel nulla. A ritroso, come in un thriller o in un caso di Dr. House, dovranno ripercorrere le tappe che l’hanno portati fino a quello stato di comatoso risveglio.
Siamo dalle parti del geniale e a suo modo seminale Fatti, strafatti e strafighe, vera pietra miliare nel genere comedy demenziale americano, ma sono presenti anche citazioni e riferimenti a Rain Man, 21, Cose molto cattive e Gremlins con qualche cenno al Tarantino più fuori. Siamo dalle parti di Tre scapoli e un bebè dopo essersi sballati per tutta la notte, di un Paura e delirio a Las Vegas ambientato ai giorni nostri meno visionario ma non meno folle, con un gustoso ripieno di battute geniali e una sceneggiatura architettata alla perfezione. La colonna sonora rappresenta bene la schizofrenia di una città come Las Vegas, a metà strada com’è tra cover di Elvis e cover di 50 Cent, tra anni 50 e hip-hop all stars, con qualche accento punk. Il regista Todd Phillips ha infatti piantato inaspettate radici nella scena punk-hardcore prima di diventare un vero maestro della commedia americana con quei due gioiellini di Road Trip e Old School, oltre al poco riuscito Starsky & Hutch anni 2000.
Costato 35 milioni di dollari, Una notte da leoni (titolo originale The Hangover, termine che indica i postumi di una sbornia) ne ha incassati finora quasi 250 nei soli Usa, nonostante un cast di attori poco conosciuti provenienti soprattutto da serie tv (Alias, Nip/Tuck, Tru Calling) e ormai lanciatissimi. Naturalmente è già in cantiere il seguito di questo sorprendente successo. Speriamo solo sia allo stesso livello e che non diventi una notte da pecore. Perché meglio una notte da leoni che cento sequel da pecore. (voto 8)

martedì 21 luglio 2009

trainspot ting tings

La gente si droga. È questa l’unica ineluttabile incontrovertibile verità. E perché la gente si droga? Perché la gente si annoia. E perché la gente si annoia? È colpa di internet. Del tutto qui, del tutto subito, del tutto ora. E perché siamo arrivati a questo punto? A questa terra (virtuale) dell'abbondanza? Non si stava così bene quando non c’era un cazzo e per trovare il disco di un gruppo come i Ting Tings dovevi farti un mazzo tanto? Non era forse più grande la soddisfazione quando strappavi a morsi il cellophane e ti sfogliavi le pagine del libretto per leggere i testi delle canzoni? E vogliamo parlare poi dei vinili? Del fruscio del disco che grattava sulla puntina? Vuoi mettere in confronto a un freddo emme pi tre? E vuoi mettere andare all’opera a sentire la nuova sonata di Mozart in anteprima mondiale? E vuoi mettere il suono nelle grotte del Paleolitico dei bei fischietti in conchiglia?
No, punto. Non era meglio prima. Il mondo va avanti. Se volete tornare indietro compratevi una Delorean vecchia fiammante e non rompete più i maroni. Altrimenti fate come me: scegliete un futuro. Scegliete la vita. Tutto cambia. Sick Boy è diventato l’avvocato Eli Stone e si è messo ad ascoltare George Michael. Sì, è così. Begbie si è messo a fare gli spogliarellini full monty. Senza vergogna. Renton usciva dalle tazze del cesso e scoprendo la spiritualità si è messo a fare il cavaliere Jedi e pure il prete. È proprio vero che tutto cambia. L’unica cosa che rimane uguale è che la gente si droga. Adesso vado. Come dove? A drogarmi, naturalmente.

lunedì 20 luglio 2009

The bright side of the moon

“Un uomo sulla luna
non sarà mai interessante
quanto una donna sotto il sole.”
Leopold Fechtner

Moon River, wider than a mile,
I'm crossing you in style some day.
Oh, dream maker, you heart breaker,
wherever you're going I'm going your way.

Fiume che te ne stai sulla Luna, grande più di un miglio
io ti attraverserò, un giorno, e lo farò con stile.
Oh, mio caro rubacuori che crei tutti i nostri sogni,
dovunque tu andrai, io verrò con te.
Johnny Mercer, autore del testo di "Moon River"
cantata da Audrey Hepburn



Guarda che luna, guarda che mare,
in questa notte senza te vorrei morire
perché son solo a ricordare e vorrei poterti dire
guarda che luna, guarda che mare!

Fred Buscaglione, "Guarda che luna"

No, non è possibile
che l’uomo sia andato sulla luna.
Avete mai visto il ritorno
in atmosfera della capsula Apollo?
No no.
Il Genio, "Non è possibile"


“Ma se un lupo mannaro va sulla luna
che cosa diavolo succede?”
Marco Goi

Hey moon please forget to fall down
Hey moon don’t you go down

Ehi luna, per favore scordati di sparire
Ehi luna, non te ne andare
Panic at the Disco, "Northern Downpour"

venerdì 17 luglio 2009

Cine-rassegna

Alcuni film che ho visto nelle ultime settimane, giorni, ore, minuti, secondi
divisi per pratiche categorie facilmente consultabili
alternative chic
Ingannevole è il cuore più di ogni cosa
Dal romanzo di quella grande truffa/fuffa di un JT Leroy (scrittore ermafrodita che a quanto pare non esiste: era tutto frutto della mente malata di una certa Laura Albert, di professione casalinga disperata), Asia Argento al suo esordio registico americano sì che ha fatto un film coi contro cazzi, altrochè Muccino (ormai troppo preso dal girare spot per la Tim...) Il cast è composto dal meglio del cinema indie a stelle e strisce (più cameo di Ornella Muti! e Marilyn Manson!!), le immagini sembrano uscite da un videoclip anni 90 di Hole o Sonic Youth, tra trip mentali e visioni assurde, mentre la cattiveria dilaga, il vecchio sex drugs & rock'n'roll pure, e la storia racconta di un rapporto madre-figlio molto particolare, quasi di rivalità. Alla fine però non si può fare a meno di obbedire a quel coso così ingannevole che ci batte lì. Proprio in mezzo al petto.
(voto 7,5)
thriller mentali
The Game – Nessuna regola
Tra i giustamente celebrati Seven e Fight Club, David Fincher nell'anno di grazia 1997 ha diretto questo sottovalutato piccolo gioiello di film. Sean Penn fa a suo fratello Michael Douglas un regalo molto particolare di compleanno. Una cravatta? Troppo scontato. Un iPhone? Non era ancora stato inventato. Un biglietto aereo dell'Oceanic Airlines diretto sull'isola di Lost? Fuochino. Gli regala qualcosa di più di un semplice viaggio: gli regala un “gioco”, ovvero un’esperienza che assomiglia a un film ma è fottutamente reale. Inseguimenti, sparatorie, complotti e una donna misteriosa risveglieranno l'impeccabile Douglas dalla sua vita assopita. Fino a che il gioco non prenderà il sopravvento. Da recuperare se non l’avete mai visto.
(voto 7,5)
Stay – Nel labirinto della mente
Altro film sottovalutato. Una storia di base molto semplice raccontata nella maniera più incasinata e aggrovigliata possibile, con un montaggio da panico e un cast ottimo: Ewan McGregor, Naomi Watts e Ryan Gosling all together. Non un capolavoro, ma uno di quei film ideali per “viaggiare” con la mente.
Questo blog supporta la campagna "Ubriachiamoci di vita" promossa da Studio Aperto: ragazzi, non bevete e non prendete droghe! Se volete andare fuori, basta guardare film come questo.
(voto 7)

commedie romantiche (anche per uomini)

La ragazza del mio migliore amico
Se Dio scrivesse una commedia, certo non scriverebbe questa, volgare e blasfema com'è. Diciamo allora che se il Dio della commedia scrivesse una commedia, beh allora sarebbe qualcosa di molto vicino a La ragazza del mio migliore amico. Prendete Come farsi lasciare in 10 giorni o qualunque altra pellicola romantica con Kate Hudson e ribaltatela, grazie alla complicità della stessa Hudson, facendone una versione più sporca, cattiva e maschile. Ci sarete andati solo lontanamente vicini... (voto 7,5)
Ecco l’esilarante scena iniziale


Io & Marley
Owen Wilson è un giornalista mediocre, poi un bel giorno decide di prendersi un cane ed ecco finalmente che ha qualcosa di interessante di cui parlare. Sarebbe un buon spunto per un blog e invece si tratta di un film. Ma se, come me, non sopportate le commediole con animali, don't worry: Io & Marley per fortuna riesce a dribblare i clichè del genere grazie ad alcuni guizzi di regia, a una buona scelta nella colonna sonora e a un'onestà di fondo nel raccontare non solo il rapporto animale-padrone, ma la vita di una intera famiglia in una maniera realistica e lontana dalle solite ruffianerie Hollywood style. E si ride e si piange, this is the life.
(voto 7)

Star System – Se non ci sei non esisti
Tralasciando il titolo italiano (l'originale è How to lose friends & alienate people) qui dentro ci sono Kirsten Dunst che balla sulle note della colonna sonora de La dolce vita e Megan Fox che esce da una piscina imitando Anita Ekberg nella stessa pellicola di Fellini. Se letto ciò non siete immediatamente corsi a procurarvi in qualche modo questo film, voi non siete normali (ma se siete donne eterosessuali non sentitevi chiamate in causa, non troppo almeno). Per il resto, la pellicola offre qualche spunto interessante sul fare carriera all’interno di una rivista e si fa guardare con refrigerante piacere estivo. Ah, tanto per la cronaca, il protagonista è il comico inglese Simon Pegg, quello del geniale L'alba dei morti dementi.
(voto 6,5)
Yes Man
Jim Carrey in un filmetto prevedibile su come si debbano cogliere al volo le occasioni che ti capitano nella vita, fare le cose senza pensarci troppo e bla bla bla. Peccato che non siamo dalle parti de L'attimo fuggente. A tenere in piedi la baracca ci pensa per fortuna la stralunata Zooey Deschanel, che io adoro sia come attrice (E venne il giorno, Un ponte per Terabithia, Almost Famous) che come cantante (nel gruppo She & Him), che come donna (praticamente una nerd nel corpo di Katy Perry). Balla, canta, si veste da maghetta di Hogwarts e fa dire yes a faccia di gomma Carrey. D'altronde come si potrebbe dirle di no?
(voto 5,5)
horrorama
The Ring 2
The Ring 1 secondo me è un capolavoro assoluto del cinema horror. La prima volta che l’ho visto ero a casa da solo. Tra l'altro era in VHS (sì, esistevano ancora). Subito dopo la scena del video con Samara che esce dal pozzo, mi squilla il telefono di casa. Proprio come nel film. Alzo la cornetta terrorizzato e non risponde nessuno. “Pronto?” grido. Niente. Mi asciugo il sudore dalla fronte, torno a sedermi, rischiaccio il tasto play e il telefono si rimette a suonare. “Prooonto?” Silenzio. Mi aspetto un “Sette giorni,” sussurrato da una bambina inquietante e invece arriva infine la voce rassicurante di un mio amico. Tiro un sospiro di sollievo e mi accerto di non avere avuto infarti prima di riprendere la visione.
Ma oltre ad essere un film inquietante come pochi, The Ring è anche una originale riflessione sul potere assunto dalla tv nella società odierna ed è inoltre un esempio ante-litteram di video virale che per sopravvivere deve essere duplicato in VHS mentre oggi dovrebbe essere condiviso su Youtube e Facebook. Tutto questo lungo preambolo per dire che il seguito, ovviamente, non raggiunge i livelli del primo, ma ha comunque un’atmosfera angosciante il giusto e la parte finale riesce a mettere una bella dose di tensione addosso.
(Lo ammetto: quando mi squilla il telefono di casa ho ancora paura.)
(voto 6,5)

The Uninvited
Le vie dell'orrore non sono infinite. E allora, tanto per cambiare, un horror Usa ispirato da un film orientale (in questo caso dal coreano Two Sisters), e tanto per cambiare le cose non sono come sembrano. Uh che paura! Belle le atmosfere e le attrici.
(voto 6+)

sport movies
Friday Night Lights
Recentemente mi sono intrippato con i film sportivi. Perché?? Di preciso non lo so nemmeno io, però il punto forte di queste produzioni non sta tanto nello sport in sé, ma nel senso di “gruppo” che si viene a creare tra i ragazzi di un team e nel “mondo” che gira intorno a loro. Friday Night Lights è ambientato negli anni 80, mixa hip-hop old-school a scene di football frenetiche ma sa rallentare grazie alle atmosfere rarefatte dello sconfinato Texas. Il film ha originato anche una splendida serie tv dallo stesso titolo ambientata ai giorni nostri.
(voto 7)

Coach Carter
Samuel L. Jackson si mette ad allenare una squadra di basket, e sono cazzi amari! Molto interessante in questi sport movies è il legame fortissimo negli States tra attività sportiva e scuola. Per molti, l’unico modo di uscire da una vita di routine criminale nel ghetto è tentare la carriera sportiva per poter accedere al college. In fondo, lo sport è solo un pretesto. Il tema principale è la fuga.
(voto 6/7)

adrenalinic action
Fast & Furious – Solo parti originali
Ricapitolando: Fast & Furious 1 era una figatonza totale. Una sorta di Point Break del tuning. Il sequito era una cagata. Il 3 Tokyo Drift tornava a livelli spettacolari grazie all’ambientazione orientale. Questo quarto episodio segna il ritorno di Vin Diesel ed è venato da una sorta di malinconia che lo rende più profondo di quanto ci si possa aspettare. Poi, certo, si tratta pur sempre di un film su macchine da dieci secondi, musica sparata a tutto volume e figa.
(voto 5/6)

Mission: Impossible 3

Sì, sono un fan di Tom Cruise. Non mi frega che lui invece sia un fan di Scientology. Sì è una cagata di religione, ma è più assurdo credere all'opera di uno scrittore di fantascienza degli anni 50 o a un libro scritto 2mila anni fa da dei pastori? Chi avesse dubbi sulle sue doti d'attore poi può sempre andarsi a rivedere Magnolia e ricredersi.
No, non sono un fan della serie Mission: Impossible. I primi due film mi sono sembrati decisamente noiosi e impossibili sì, ma da seguire. Il terzo episodio grazie al lavoro del genietto JJ Abrams (quello delle serie Lost, Alias e Felicity) ha invece un ritmo notevole e una maggiore umanità. (voto 6,5)

In ogni caso, non date troppo peso alle mie parole: tanto questo post si autodistruggerà tra 5... 4... 3... 2... 1...

mercoledì 15 luglio 2009

Nelle mani di un burattino

I vertici del PD hanno respinto la possibilità di una candidatura per Beppe Grillo. Che abbiano paura di vincere, una volta tanto? Il Grillo parlante porterebbe infatti in dote l’elettorato oggi di gran lunga più numeroso e forte: quello degli apolitici anti-politicanti. Ma vincere non fa parte dei piani. Non ha mai fatto parte dei piani, devono anche averlo scritto da qualche parte sul bellissimo e intelligentissimo PD-program. È più comodo stare così, all’opposizione. Anzi all’anti-opposizione. Quella finta opposizione senza palle che invece di indebolire il governo lo rinforza. Quella che si fa mettere i piedi in testa si fa fare a pezzi si fa scoreggiare in faccia ma tanto chissenefrega, lo stipendio profumato lo annusiamo lo stesso e ci copre il profumo della merda. Perché sforzarsi di lottare, aggiustare le cose, riportare un senso di giustizia legalità merito democrazia realtà in questo paese andato a funkulo?
Siamo il paese dei balocchi personali del nostro beneamato premier Pinocchio e sono ogni giorno di più convinto che i suoi veri meriti siano ben pochi. Trattasi solamente di burattino, e per giunta bugiardo. I meriti vanno tutti ai lacchè alla Capezzone, agli studi aperti, ai Lucignolo, ai gatti e alle volpi di tiggì cinque & tiggìuno, ai Craxi-Geppetto, agli avvocati mangiafuoco, alle Noemi e cheerleaders varie, alle bugie che fanno allungare il naso sempre più (tanto un bel lifting mette a posto tutto). E un ruolo fondamentale l’hanno giocato pure i “nemici”: i Veltroni, i Bersani, i D’Alema, i Franceschini, tutti quelli che in questi anni ci han fatto bestemmiare P.D. (acronimo il cui reale significato è ormai chiaro anche ai santi).
Grillo come segretario del PD, seppur non paragonabile all’avvento di un Obama, rappresenterebbe comunque il più grosso scossone al mondo politico italiano da anni. Con l’ultimo rappresentato dalla discesa in campo di quell’altro simpatico umorista di nome Berlusconi, e di anni ne sono passati ben 15.
Tutti sogniamo di incontrare la fata turchina per poterle esprimere un desiderio. E se per Benigni ha il volto di Nicoletta Braschi e per Berlusconi quello di Noemi, per me la fatina è una raggiante Scarlett Johansson e il mio desiderio è che arrivi qualcuno e riesca a cambiarle veramente, le cose. Qualcuno che si renda conto di quanto paradossale sia vivere in un paese acchiappa-citrulli controllato da un burattino. Qualcuno che ci tiri fuori dalla pancia della balena. La paura però è quella di finire come David, il bambino robot di A.I. Intelligenza Artificiale. Ad aspettare per secoli e secoli davanti alla statua della fatina che il desiderio diventi realtà. When you wish upon a star, makes no difference who you are. Your dreams come true. Speriamo.

martedì 14 luglio 2009

Don't touch my blog

(clicca sull'immagine per informarti e aderire.. rock on!)

venerdì 10 luglio 2009

Con te partirò

Giorno 23. Sono ancora in viaggio con Fiammetta e la T-Band. Non ho chiuso occhio tutta la notte. Questi ragazzi non si fermano mai. No, non sono instancabili animali da party rocknroll all night and party every day. Sono solo andati avanti per tutta la notte a suonare quella lagna di Bocelli. Alle tre di mattina mi sono alzato stremato dalla mia scomoda brandina del furgone in cui fingiamo di viaggiare quando le telecamere sono accese e stavo per dirglielo: “Raga, lo sapete che non sapete suonare, ma zero, e fate proprio schifo? Siete consapevoli di questo, vero?” Una volta arrivato lì, beh, ho visto quella fiamma, anzi quella fiammetta nei loro occhi e non ce l’ho fatta a dirglielo. Che tenerezza. Stavano provando a suonare due note di fila due, senza successo alcuno. Marco era lì impegnato a scrivere il loro primo capolavoro inedito, talmente preso che sembrava stesse componendo la nuova Paranoid Android. “Almeno la smetteranno con quella cazzatona di Bocelli. Credono di essere dei geni perché hanno trasformato un pezzo pop-lirico in un pezzo pop-merda,” ho pensato osservando i loro disperati tentativi. Sono stato lì su a guardarli ancora un po’. Tanto con quel chiasso chi riusciva a dormire?
Alan, che ho scoperto credersi l’intellettuale del gruppo e solo perché indossa una sciarpa con 45 gradi all’ombra, dal canto suo stava apprendendo con delusione che per suonare la batteria non basta saper mangiare al cinese con le bacchette. Cosa che tra l’altro non riesce a fare.
Poi Luca in un momento di pausa dalle prove mi ha preso da parte senza il mio permesso e ha cominciato a raccontarmi che è stato ingaggiato nel gruppo solo per il colore della sua pelle. “Alan aveva questa idea: quella di fare un gruppo multiculturale. Sai, andare a mangiare al cinese è stata un’esperienza che gli ha cambiato profondamente la vita. Dopo aver preso in mano quelle bacchette magiche si è messo in testa l’idea che la sua missione doveva essere: suonare la batteria. E poi si è fissato con il multietnico.”
“Ma scusa,” l’ho interrotto. “Perché allora non han preso un cinese?”
“Perché avere un nero fa più figo. Sai per via di Obama e dei gruppi rap yo yo…”
Io gli ho fatto cenno di sì con la testa, che per la cronaca mi stava esplodendo, e lui ha continuato a parlarmi senza sosta. Poverino, nelle pubblicità non gli fanno mai dire nulla. Perché avere il tipo di colore fa figo sì, però lui povero negro non parlare nostra lingua.
Ad interrompere il suo monologo esteriore arriva Alan di corsa e urla eccitato: “Ragazzi, ragazzi! Provate a indovinare chi sto imitando…” Si mette a dire: “Toglietemi tutto, ma non il mio breille” e poi canta: “Con te partirò…” agitando le mani a casaccio davanti a sé come un cieco. Tutti scoppiano a ridere. Io li guardo terrorizzato. Chi me l’ha fatto fare di andare in viaggio con questi scoppiati? Io volevo solo farmi quella zoccoletta di Fiammetta, adesso ho solo voglia di darli tutti alle fiamme. Eppure quando l’ho conosciuta sembrava una ragazza così adorabile.
“Con te partirò,” mi ha detto dolce-dolcemente all’orecchio. Poi ha farfugliato una cosa che lì per lì non avevo capito, ma che ora mi appariva in tutta la sua evidenza: “Con te partirò… ma a te partiranno i timpani.”
Questa sera stessa ho deciso di abbandonarli. Non ce l’ho più fatta a reggerli. Mentre loro stavano ancora suonando gli ho bucato una gomma, ho scritto su una fiancata del furgone “Io ho Vodafone!” e sono fuggito nella foresta. Lì sono stato braccato dalla Tim Tribù. Mi hanno catturato e legato con delle corde a un albero. Aldo Giovanni e Giacomo mi hanno circondato di trìtolo. È arrivato anche il gatto virgola che mi voleva sbranare. Quand’ecco che mi suona il telefonino e mi riporta alla realtà.
Sono nel mio lettuccio. I primi raggi di sole penetrano dalle persiane. La mia gatta Birba, non il gatto virgola, viene a farmi le fusa. È stato tutto soltanto un brutto incubo. “Awww,” sbadiglio sollevato. Mi alzo e vado in cucina a prepararmi un buon Nescafé. Che strano. La casa è tutta in disordine e sul divano c’è un tizio mai visto prima. Sentendo il profumo di nes-qualcosa, sbuca fuori George Clooney insieme a delle ragazze: “Erano a L’aquila. In una tenda. Povere. Ho pensato di ospitarle qui. What else?”
Mi rassegno all’assurdità della situazione e continuo a fare colazione come se niente fosse. Accendo la tv e mi guardo un film. Poi una serie tv. Poi una partita di calcio. Ma c’è qualcosa che non va. Nessuna interruzione prima di un colpo di scena. Nessun jingle fastidioso a spezzare l’emozione di un calcio di rigore. Faccio zapping nervosamente. Passo in rassegna tutti i canali, eppure niente. Nessuna pubblicità. Sento una strana nostalgia venire fuori da me. Devo fare qualcosa.
“Ragazzi!” urlo per le camere di casa mia. “È ora che ve ne andiate gentilmente dai coglioni e torniate al lavoro. Ho bisogno della mia razione quotidiana di pubblicità. Tutti ne hanno bisogno. Il mondo non avrebbe senso senza.” Mi commuovo pronunciando queste parole ed ecco che per magia i vari personaggi spariscono da casa mia. Accendo il televisore, cambio tutti i programmi e ovunque è un tripudio di pubblicità. Reclame, slogan, spot per tutti i gusti che ci fanno bestemmiare quando interrompono i nostri programmi preferiti. Eppure sono una parte irrinunciabile della nostra vita e non possiamo fare a meno di loro.
Questa è la storia del giorno in cui vi ho eroicamente salvato dalla scomparsa di tutte le pubblicità.

This is the end

giovedì 9 luglio 2009

A Midsummer Teenage Night's Dream

Ragazze sudate. Dappertutto. Fa caldo come fossimo in, che so? Alabama? Ragazze con le gocce di sudore che scendono giù dai lunghi capelli biondi, mori, rossi, bianchi stile Lady Gaga. Ragazze con gli occhiali da sole, gli occhiali da vista, gli occhiali da nerd. Ragazze che si accarezzano sulla metro. Ragazze che si baciano. Ragazze che si leccano via il sudore. Ragazze innocenti che si sentono colpevoli come ladruncole alla prima notte in gattabuia. Ragazze in miniminigonnemini. Ragazze in uuh hot pents che sarebbero considerati illegali in molti stati, tipo la Virginia, giusto per dire il primo nome che mi passa nella testa. Ragazze che raccolgono margheritine in giro per i prati. Ragazze che sono come mele sugli alberi, Shakespeare dixit anzi said. Ragazze che si passano la lingua sulle labbra come se niente, come se non fosse la cosa più sexy nell’intera storia del genere umano. Ragazze che muovono la testa sulla note di una canzone che suona nell’iPod. Ragazze che guardano le stelle, guardano come brillano per loro, e per tutto ciò che fanno, e yeah erano tutte yellow. Ragazze dentro a un sogno di una notte di mezza estate. Ragazze enne, u, di ed e.

martedì 7 luglio 2009

Thriller Night


È qualcosa più di una semplice reginetta di bellezza

di quelle che puoi trovare in qualche film di serie B.

Io le ho detto: “Non importa quanto sei bella,

sarò io a ballare al centro del locale, stasera.”

Lei sicura di sé mi ha detto: “No bello, sarò io.”

Sembrava stesse provando una scena di ballo per qualche film tipo Save the last dance, quando ha aggiunto che si chiamava Billie Jean

tutti si sono girati a guardarla come se stesse ballando al centro del locale.

Gli amici mi han sempre detto: “Attento a ciò che fai!”

e: “Non andare in giro a spezzare i cuori delle ragazze, mi raccomando!”

Mia mamma mi ha sempre detto: “Fai attenzione a chi dai il tuo amore!”

e: “Stai attento a ciò che fai, perché le bugie spesso si traformano in realtà!”

Billie Jean, io non la amo

è solo una ragazza che dice che io sono il padre

ma quel bambino non è figlio mio.


I suoi amici mi han beccato fuori dal locale,

mi han detto: “Non passare più da queste parti,

non vogliamo più vedere la tua brutta faccia, è meglio che sparisci!”

Ho visto il fuoco nei loro occhi e le loro parole mi son suonate estremamente chiare

quindi è meglio scappare, scappare via.

Meglio correre, fare ciò che si può

evitare il sangue, evitare di essere un macho macho man

Anche se ho voglia di fare il duro, è meglio fare ciò si può

quindi devo scappare, scappare via.

Ma stasera ho voglia di fare il cattivo.


Alla fine decido di scappare,

ma quei brutti ceffi degli amici di Billie Jean ormai mi hanno raggiunto.

Si avvicina la mezzanotte e una presenza malvagia si aggira nell’oscurità.

Nel chiar di luna scorgo un’ombra che quasi mi stoppa il cuore.

Sto per mettermi a urlare ma il suono mi si spezza in gola per il terrore.

Mi paralizzo quando l’orrore mi guarda dritto negli occhi.

Sono completamente paralizzato

perché sono finito in un thriller, una vera notte da thriller

e nessuno mi potrà salvare dalla bestia che mi assale

lo so, sono finito in un thriller, una vera notte da thriller.

Gli amici di Billie Jean si sono trasformati in zombie.

E poi anche io.

Ci siamo guardati e ci siamo tutti messi a ballare.

Lo sapevo che questa sarebbe stata una killer, thriller night.


(liberamente ispirato ai testi di Billie Jean, Beat it e Thriller scritti da Michael Jackson)

giovedì 2 luglio 2009

Vabbè

Michael Jackson è morto, il master è finito: tristezza a palate.
Che poi, diciamocelo, il trattamento riservato a un personaggio del genere da alcuni media italiani è stato vergognoso.
Mi riferisco più che altro alla tv. Su raiuno sono andati in onda in questi giorni speciali inspiegabili su Gigi D’alessio e Brigitte Bardot Bardot, il giorno dopo la sua morte la prima notizia del tg5 era qualche assurdo miracolo compiuto da S. Silvio e la sera Matrix dedicava una puntata alla musica. Cosa strana. Sì. Di solito capita giusto se ci sono ospiti Laura Pausini o Tiziano Ferro. Dunque una bella puntatona dedicata a Jackson? Ma no! Dedichiamola ai tormentoni estivi. Già, proprio così. Complimentoni a tutta la redazione.
Mi viene da pensare che l’abbiano considerato un personaggio di nicchia, sconosciuto ai più. Non un cantante che ha cambiato la vita a milioni di persone di ogni generazione, soprattutto di chi è cresciuto negli ’80 e teoricamente oggi dovrebbe presumibilmente decidere le programmazioni delle reti verosimilmente ente ente ente. Alessio Vinci, classe 1968. Con che musica sei cresciuto, tu? Con Pantera e Iron Maiden? I don’t think so.
Nelle occasioni in cui hanno parlato di lui, poi, si sono concentrati più che altro su scandali e gossip, come l’immancabile studio aperto. E la musica? La musica niente. Non conta. Contano solo la Pausini, Gigi D’alessio e i tormentoni estivi.
Meno male che c’è stata mtv a dargli un degno omaggio. Video a rotazione e uno speciale, questo sì degno di tal nome, con interviste telefoniche a produttori e rapper duri e puri come Snoop Dogg, Timbaland, Run DMC, Fat Joe e molti altri che avevano appena un filo di voce, distrutti dalla scomparsa di un mito.
Quando è morto il papa l’hanno menata per giorni settimane mesi anzi anni su tutte le televisioni in lutto a reti unificate, ma morto un papa se ne fa un altro, purtroppo.
Di Michael Jackson non se ne fa un altro. Justin Timberlake è un grande, ma insomma di strada deve ancora farne molta. Usher e Chris Brown fanno più o meno lo stesso genere e cercano di ballare come MJ, però il paragone proprio non regge. Non esiste ABSOLUTELY.
È ancora difficile metabolizzare la sua morte. Lui c’è sempre stato. Da che ho memoria era il più grande. Il king of pop. Black or White è uno dei miei primi ricordi in assoluto legati alla musica. Ero in gita alle elementari di ritorno da non so dove, forse dal parco sui dinosauri a rivolta d'adda, e il mitico pullmista otto disc l'ha suonata. Si è scatenato il delirio sul pullman giallo (lo so, non era giallo, ma mi piace immaginarmelo così, come nelle serie americane). Alcune canzoni erano nascoste da qualche parte nel profondo del mio subconscio e me ne sono reso conto solo adesso. Altre le ho riscoperte con piacere. Ho l’impressione che fino al giorno del funerale sarà dura chiudere questo capitolo. Quello sulla fine dell’innocenza.
Per delle cose che terminano, per fortuna ce ne sono delle altre che ricominciano. Come i Blur. Di nuovo insieme all together now hanno suonato al festival di Glastonbury davanti a un pubblico in delirio che neanche se l’Inghilterra vincesse il mondiale per la prima volta dal 1966. E con Capello in panchina potrebbe anche non essere una cosa così impossibile.
Poi c’è una nuova Jackson che canta. Il suo nome è Elly Jackson. No, non è parente di Michael quindi non farà la sanguisuga per succhiare una parte della sua eredità, bensì è la cantante dei nuovissimi La Roux, attualmente al numero 1 delle charts inglesi. Sono un tuffo al cuore negli anni 80 piacevolmente aggiornati all’electronica di oggi. Pezzi irresistibili. Una voce aliena che ti entra in testa. Musica pop per il 2009. Il loro disco d’esordio si chiama La Roux come loro. Scaricate, gente. Scaricate.

Altro must have musicale dell’estate: Music for men dei Gossip, disco di canzoni strepitose che possono piacere al pubblico pop quanto a quello indie, tra bassi anni ’80 alla Michael Jackson, chitarrine funky Franz Ferdinand, melodie Cyndi Lauper, più voce e corpo XXL della cantante Beth Ditto.

Qualcosa finisce, qualcos’altro ricomincia. If you wanna be startin’ somethin’, you got to be startin’ somethin’.
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